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Botox, filler e peeling: conosci le differenze?

Botox, filler, peeling…tanti modi per intervenire sugli inestetismi del viso, ma chi di voi conosce le differenze?

Filler, botox e peeling sono tra gli argomenti più gettonati quando si parla di ringiovanimento del viso e di lotta alla rughe, ma quanti di noi conoscono le differenze tra l’uno e l’altro?!

marino maniPochi, anzi, pochissimi.

Eppure le differenze fra le tecniche sono profonde e riguardano le modalità di applicazione, l’azione e anche l’impiego. Per fare chiarezza sull’argomento, abbiamo chiesto ”aiuto” al Dott. Matteo Marino, specialista in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva a Milano.

È vero che, ancora oggi, molti non conoscono le differenze tra filler, botox e peeling?

Assolutamente sì. Nonostante siano argomenti di grande interesse, c’è ancora molta confusione. A mio parere, bisogna suddividere i trattamenti in tre tipologie: filler, peeling, botox.

Con il termine filler si intende tutta la categoria degli iniettabili. Il trattamento più richiesto è l’acido ialuronico: un prodotto naturale, più precisamente uno zucchero, dalle spiccate capacità idratanti, cioè in grado di richiamare acqua nei tessuti. In medicina si sfrutta la sua capacità visco-elastica, cioè la sua duttilità e plasmabilità, per trattare i volumi del viso ed eventualmente del corpo.

L’acido ialuronico può essere usato per trattare diverse zone del viso?

Sì. L’acido ialuronico che noi impieghiamo è un prodotto sicuro, biocompatibile e riassorbibile, perfetto per trattare il viso e alcune zone del corpo. In funzione alle caratteristiche biomeccaniche che gli vengono conferite, si impiega per trattare distretti differenti: l’acido ialuronico molto fluido si usa per il distretto perioculare; mentre per gli zigomi si usa una versione più densa, più cross-linkata e con una durata maggiore; infine una via di mezzo per le labbra e rughe sottili.

Esiste qualche controindicazione nell’uso dell’acido ialuronico?

Direi di no, a patto che sia di qualità. Si tratta di un prodotto anallergico, biocompatibile, sicuro… L’unica accortezza che bisogna avere è di verificare che la paziente non sia allergica/sensibile alla lidocaina, un anestetico presente in piccole dosi nel filler.

Ci sono altri prodotti che rientrano nella macro-categoria dei filler?

botox

Nella categoria dei filler rientra anche il collagene, un prodotto che in Europa non si utilizza più per due motivi: perché di origine animale e perché, seppur raramente, poteva dar luogo a delle allergie. L’uso del collagene inoltre risultava particolarmente difficoltoso, perché prima di procedere con il trattamento occorreva fare un test di tollerabilità del prodotto, attendere almeno una settimana per l’esito e solo successivamente procedere.

Altri trattamenti molto validi, che rientrano sempre nella categoria dei filler, sono i prodotti a base di idrossiapatite (radiesse), un materiale che noi troviamo nell’osso. L’idrossiapatite è un prodotto duttile che viene utilizzato per apportare aumenti volumetrici più importanti rispetto all’acido ialuronico. Indicato per zigomi e profilo mandibolare, è impiegato anche nel rinofiller. La durata del trattamento è di circa 1 anno.

Che cosa ci può dire del botox?

botoxIl botulino ha un meccanismo d’azione e finalità completamente diversi rispetto all’acido ialuronico. Non non agisce aumentando volumi o lavorando sulle proiezioni, ma lavora a livello muscolare: riduce chimicamente la contrazione di alcuni muscoli responsabili della formazione delle rughe.

Più precisamente, il botox agisce bloccando il recettore dell’acetilcolina, il recettore responsabile del trasferimento dell’impulso dal nervo al muscolo e che causa la contrazione dei muscoli. Viene usato per distendere il terzo superiore e per trattare le rughe dinamiche (rughe frontali, grabellari, perioculari…)

Ci sono dei casi in cui è sconsigliato l’uso del botox?

Quando si parla di botox i rischi sono legati al non corretto utilizzo del prodotto o alla sua diluizione. Per ottenere un effetto gradevole e armonico, prima di intervenire, bisogna studiare attentamente la mimica facciale del paziente e la mobilità dei singoli muscoli. Inoltre, bisogna prestare particolare attenzione quando si utilizza il botulino per correggere rughe frontali su pazienti over 65, perché si potrebbe verificare un abbassamento delle palpebre superiori.

Altri casi in cui lo sconsiglio vivamente sono: pazienti con problemi neurologici o affetti da miastenia e soggetti allergici all’albumina.

Fin qui abbiamo parlato di azione riempitiva (filler) e distensiva (botox), ma se vogliamo agire sulla texture della pelle, cosa si utilizza?

peeling vs botulinoRicorriamo ai peeling, termine con il quale intendiamo un ventaglio di trattamenti  il cui scopo è quello di migliorare il mantello cutaneo. L’obiettivo del peeling è quello di migliorare la qualità, l’elasticità e la texture della pelle e con questa tecnica si riesce a stimolare il turnover cellulare, eliminare le cellule disvitali del volto ed aumentare l’ossigenazione tessuti.

Il peeling può essere utilizzato anche sulle mani per cancellare le macchie e i segni del tempo.

 

 

 

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