Cosmetici: è boom in Italia e all’estero

È boom di cosmetici in Europa e non solo. La conferma arriva dall’Indagine Congiunturale di Cosmetica Italia: buone le performance nel 2017 e rosee anche le previsioni per il 2018.

I cosmetici “vendono bene” in Italia e all’estero.

A pochi giorni della presentazione a Milano dell’Indagine Congiunturale di Cosmetica Italia possiamo tirare un sospiro di sollievo: il settore cosmetico è in buona salute.

cosmeticiLa conferma arriva dalle previsioni di chiusura del secondo semestre 2017 e dalle proiezioni per i primi sei mesi del 2018. Nel primo caso il fatturato delle imprese cresce del +4,4%, pari a circa 11 milioni di euro, mentre le previsioni per l’anno in corso parlano di un’ulteriore crescita del 5%.

Cresce il mercato interno, anche se a far la parte del leone è ancora una volta l’export che tocca il +9%.

Bene, anzi benissimo, le esportazioni extra UE cresciute del 60% nel 2017, a testimonianza della competitività dell’offerta italiana sui mercati esteri.

Il merito di tale successo va allo sforzo compiuto dalle imprese per migliorare della qualità del prodotto, agli investimenti fatti nell’innovazione e nella formazione del personale, nonché alle risorse investite nel potenziamento delle unità produttive.

Altra nota positiva riguarda i vari canali: la crescita interessa tutti i canali ad eccezione della profumeria, che registra un -0,5%.

Bene estetica e acconciatura, grazie agli investimenti fatti nei servizi alla clientela, ed anche erboristeria e mass market, seppur con alcune differenze al loro interno: in calo le erboristerie tradizionali e le grandi superfici, bene i monomarca e le insegne specializzate in casa e toilette.

LE VENDITE DI COSMETICI CANALE PER CANALE

Punta- a ragione- sulla formazione specifica, su nuove coniugazioni di prodotto, sulla fidelizzazione e rimodulazione dei servizi alla clientela il settore dell’acconciatura che, dopo anni di crisi, chiude il 2017 con una crescita vicina al +2%. Si conferma attenta ai bisogni dei consumatori, sempre più esigenti in tema di prodotti offerti e di servizi erogati, anche l’estetica da anni in crisi di identità. Il nuovo corso, segnato dall’attenzione alla qualità, sembra aver colto nel segno e aver contribuito al +2,3% di fine 2017.

Più contenuta rispetto agli anni scorsi la crescita dell’erboristeria, dove si assiste ad una dicotomia fra i punti vendita tradizionali e i monomarca che vendono cosmetici di derivazione naturale- considerati a livello statistico come erboristerie. Soffrono le erboristerie tradizionali, mentre crescono le insegne monomarca, più moderne e meglio attrezzate a sostenere la concorrenza degli altri canali.

Differenze al proprio interno si registrano anche nel mass market, che rappresenta il 40% delle vendite di cosmetici in Italia.

In calo le vendite di cosmetici nei supermercati tradizionali e negli iper, mentre registrano un +5% quelle negli spazi specializzati “casa-toilette”.

LA CRISI DELLA PROFUMERIA E LE INCOGNITE DELLA FARMACIA

Segno negativo, seppur minimo, nel 2017 per la profumeria.

Stime in lieve ribasso anche per il primo semestre 2018 e il motivo è da ricercarsi nella staticità di molte insegne tradizionali, in contrasto con le buone performance delle catene organizzate e di alcune piccole profumerie che puntano su lusso ed esclusività.

Situazione tutta in fieri per la farmacia.

Seppur protagonista di una crescita lenta ma costante, il canale vive l’incertezza di quali effetti potrà produrre il nuovo decreto sulla concorrenza con l’ingresso di società di capitali come titolari di farmacie.

E’ notizia di questi giorni, ma già desta preoccupazione, anche l’ingresso sul mercato farmaceutico- per ora solo negli USA- di Amazon, colosso mondiale dell’e-commerce.

BOOM PER LE VENDITE DI COSMETICI ONLINE

Momento d’oro per il conto terzi, sostenuto dall’export, e le vendite dirette, dove troviamo anche il commercio online. Il volume di vendita di questo canale, che raggruppa anche le vendite a domicilio e per corrispondenza, si attesta intorno agli 820 milioni di euro con una crescita che sfiora l’8%.

L’incidenza del commercio elettronico a valore è ancora bassa, s parla di 300 milioni di euro, ma il + 25% registrato nel 2017 dimostra la capacità di intercettare le esigenze dei consumatori e conquistarne la fiducia. Il trend positivo è confermato anche per il 2018 e in questo successo giocano un ruolo chiave i listini e le condizioni commerciali agevolate e i numerosi nuovi lanci.

 

 

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