Macchie scure? No, grazie!

Con la Dott.ssa Fabris affrontiamo il tema delle macchie cutanee: come prevenirle e come trattarle efficacemente

Le macchie scure sono uno dei crucci di noi donne, insieme a rughe e cellulite, e anche uno degli inestetismi più diffusi, se si conta che più della metà delle donne fra i 35 e i 59 anni e quasi il 90% delle donne in gravidanza ne soffre. A scatenarle ci sono diversi fattori, fra cui spiccano: il tempo che passa, l’esposizione ai raggi UV e gli sbalzi ormonali.

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La Dott.ssa Euridice Fabris

La buona notizia è che si possono eliminare, la cattiva è che occorre pazienza e più di un trattamento per cancellarle. Prevenirle è possibile, ma spesso si inizia a parlarne quando sono già comparse e allora occorre adottare una strategia globale, che elimini quelle esistenti e contrasti la formazione di nuove.

Parte integrante di questa strategia sono le creme specifiche per schiarire le macchie e illuminare la pelle e le foto protezioni, indispensabili per evitare che se ne formino di nuove.

Quando il danno è fatto e le macchie si sono già formate, allora occorre un trattamento medico urto.

A parlarcene è la Dott.ssa Euridice Fabris.

  1. Che cosa determina la comparsa di macchie scure sulla pelle?
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Melasma di grandi dimensioni

Le macchie compaiono sul viso, collo e décolleté dopo una prolungata esposizione al sole, ma anche come effetto del passare del tempo o come esiti cicatriziali. Le macchie sono causate da una sovrapproduzione di melanina e si presentano come aree piatte, di diversa dimensione e di un colore che va dal marrone chiaro al nero.

Le più diffuse rientrano in una di queste tre “famiglie”:

  • Macchie da iperpigmentazione: sono causate da una prolungata esposizione ai raggi UV. Sono piccole aree scure concentrate su viso, mani e braccia, le zone più esposte alla luce solare.
  • Melasma o cloasma: note anche come macchie gravidiche, sono il risultato di sbalzi ormonali dovuti a gravidanza o assunzione di pillola anticoncezionale. Sono aree di colore scuro estese e di forma irregolare.
  • Iperpigmentazione post-infiammatoria: sono aree piatte e scolorite che si formano in seguito ad una ferita o come conseguenza di un trauma della pelle. Classici esempi sono gli esiti cicatriziali da acne, post-peeling, laser e dermoabrasioni.
  1. In che modo si possono trattare le macchie pigmentarie?
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Il peeling è fondamentale nel trattamento delle macchie

Il primo passo è quello di fare un’attenta valutazione delle macchie: capire se sono di vecchia data o di recente formazione, se sono solari o dovute a cheratosi seborroica con ipertrofia dell’epidermide perché, in base al risultato, il protocollo sarà diverso. Solo dopo aver identificato il tipo di macchia, il medico potrà suggerire il trattamento più opportuno. Non dimentichiamoci anche del fattore “tempo”: più la macchia è profonda, più tempo sarà necessario per ridurla.

In genere, per trattare le macchie cutanee il medico ricorre a peeling e laser.

  1. Partiamo dal peeling

Esistono diversi tipi di peeling e la scelta va fatta in funzione della macchia.

Se la macchia è di nuova insorgenza- più chiara e localizzata- sarà più indicato un peeling con acido cogico o glicolico, mentre se è di vecchia data, o più manifesta, userò l’acido triclor-acetico.

  1. Quando si ricorre al laser ?

Qualora il peeling non fosse risolutivo- accade soprattutto nei casi di macchie persistenti o di cloasma gravidico di difficile eliminazione- si ricorre al laser.

I trattamenti vanno ripetuti almeno 2/3 volte, a distanza di almeno un mese, per rimuovere gli strati più superficiali dell’epidermide senza lasciare cicatrici.

  1. Parliamo di cosa fare dopo il trattamento: come detergere la pelle, quali prodotti applicare… 

Dopo il trattamento consiglio l’uso di creme riepitelizzanti che favoriscano la guarigione e la corretta cicatrizzazione. Dopo trattamenti come laser e peeling è di fondamentale importanza anche la detersione: nei giorni immediatamente successivi al trattamento è meglio rimuovere il trucco con acqua sterile o acqua termale e solo dopo alcuni giorni riprendere ad utilizzare latte e tonico.

Una volta che la pelle ha concluso il processo di esfoliazione ed è “guarita” – si parla di circa 1 mese /1 mese e mezzo – si possono applicare cosmetici specifici anti-macchie, che potenzieranno i risultati ottenuti con peeling e laser e li stabilizzeranno nel tempo.

  1. È vero che, dopo i trattamenti, è bene utilizzare anche dei cosmetici specifici anti-macchie?

Sì, senza dubbio!

Se usati con costanza, i prodotti anti-macchia sono utili perché:

mettono a riposo i melanociti, le cellule che producono melanina.

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Le foto-protezioni vanno usate per impedire la formazione di nuove macchie sulla pelle sensibilizzata

Le macchie sono provocate da un’alterazione del normale funzionamento dei melanociti che arrivano a produrre melanina in maniera eccessiva o disomogenea. E’ solo normalizzando la loro azione che si può controllare il fenomeno delle macchie scure.

correggono le iperpigmentazioni: se si eliminano le cellule morte “macchiate” di pigmento in eccesso, la pelle risulta più uniforme;

rigenerano la pelle: se si portano in superficie nuovi strati epidermici, la cute apparirà più chiara e luminosa.

  1. Indispensabile anche l’uso di filtri solari…

Fondamentali! Ai prodotti anti-macchia andranno abbinati filtri solari, che serviranno a “calmare” i melanociti impazziti e ad abituarli a rilasciare melanina in modo costante.

I nostri articoli sono disponibili anche sul sito della Dott.ssa Fabris.

 

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