Naturale: quando il cosmetico è davvero green

Il cosmetico naturale lo si riconosce dall’ INCI: se è davvero green si riconosce subito 

Sono ormai lontani i tempi in cui il naturale era appannaggio di pochi fortunati eletti, oggi i cosmetici naturali sono richiestissimi dal mercato: a confermarlo sono i numeri e il mondo del web dove, sui social e blog, impazzano i tag legati al mondo del naturale: organic, bio, green, pure…

E’ il trend del momento.

naturaleMa perché il naturale piace così tanto? Nell’immaginario collettivo è associato a qualcosa di eticamente corretto, a qualcosa che rispetta la pelle, gli animali e l’ambiente e, per questo, buono nell’accezione più ampia del termine.

Purtroppo, non è sempre così.

Complice l’assenza di una legislazione specifica in materia e la mancanza di un ente di certificazione unico a livello europeo, accade di vedere la dicitura “green” un po’ ovunque – anche dove di naturale c’è davvero poco. Nell’intricato labirinto di sigle, etichette e percentuali è difficile distinguere ciò che è naturale dai fake, ma un punto fermo c’è: l’INCI.

Leggendo l’INCI- la carta d’identità di un cosmetico- non si può sbagliare: se è naturale si riconosce!

Se il cosmetico è davvero naturale, in cima alla lista non vedremo: petrolati, oli minerali, ingredienti di origine animale o testati su animali (la legge lo vieta dal 2008, ma alcune aziende di dubbia provenienza ancora lo fanno), coloranti di sintesi, siliconi (su questi ultimi il dibattito è ancora molto accesso) o profumi di sintesi.

Troveremo estratti botanici, oli essenziali naturali o ingredienti di derivazione naturale (modificati in laboratorio, ma senza scarti o  contaminanti tossici).

Molti di questi si riconoscono perché riportano la nomenclatura latina.

NATURALE: ANALIZZIAMO IL COSTO 

Sfatiamo un mito: il prodotto naturale – per essere davvero tale- deve costare molto.

Non è del tutto vero. Il prezzo è un indicatore importante della qualità delle materie prime utilizzate- alcuni oli essenziali, ad esempio, costano molto di più di altri sia nella produzione che nella lavorazione- ma è anche il risultato di altri fattori: posizionamento, strategia commerciale, packaging (vetro, alluminio e plastica vegetale costano senz’altro di più di altri materiali), distribuzione…

Ad incidere molto sul prezzo finale è la qualità e la varietà di materie prime- naturali e bio- impiegate.

Esistono attivi naturali, come la rosa mosqueta, di altissimo valore commerciale – perché occorre una grande quantità di materia prima per ricavare poche gocce di olio essenziale- ed altri, come quello di lavanda, più economici.

Non solo. La scelta delle materie prime impiegate- qualità e concentrazione- incide anche sull’efficacia del prodotto.

NATURALE: ALTA CONCENTRAZIONE, MINIMA QUANTITA’ 

 

I balsami viso Delarom sono un esempio.

Dietro al brand, lanciato una decina di anni fa, si celano 40 anni di esperienza nella selezione e nell’impiego di oli essenziali puri e naturali.

Il risultato sono prodotti efficaci e molto concentrati, per cui ne basta una minima quantità.

Prodotti concentrati, dalla consistenza cerosa, che vanno applicati – preferibilmente- la sera per stimolare il turnover cellulare.

Gli oli naturali raggiungono il cuore dell’epidermide, la nutrono e la rigenerano, donandole un aspetto fresco e compatto.

Prodotti che “sembrano” costosi, ma che di fatto non lo sono: un Balsamo, se utilizzato bene, può durare diversi mesi.

 

 

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