Acque: non sono tutte uguali

Le acque minerali non sono tutte uguali. Ecco come scegliere quella più adatta a voi.

Gli italiani sono i maggiori consumatori d'acqua minerale in bottiglia d'Europa
Gli italiani sono i maggiori consumatori d’acqua minerale in bottiglia d’Europa.

Gli italiani sono i maggiori consumatori d’acque minerali d’Europa e si confermano tra i maggiori estimatori anche a livello mondiale, posizionandosi subito dietro Messico e Thailandia. E le cifre lo dimostrano: nel 2013 ogni cittadino ha bevuto in media mezzo litro d’acqua minerale al giorno (fonte Censis) e le cifre sono più alte si registrano al Sud, dove il tasso di sfiducia per l’acqua del rubinetto cresce man mano che si scende lungo lo stivale.

ACQUE: OCCHIO ALL’ETICHETTA

Quel che non tutti, forse, sanno è che le acque minerali non sono tutte uguali: a distinguerle non è solo la sorgente di provenienza, ma soprattutto la composizione e la percentuale di minerali disciolti, che conferiscono ad ognuna gusto e proprietà diverse.

I “segreti” di ogni acqua sono contenuti nell’etichetta, obbligatoria per legge, che identifica la sorgente di provenienza, la composizione e le caratteristiche, i risultati delle analisi batteriologiche e chimico-fisiche. Si tratta di informazioni fondamentali non solo per identificare quella più adatta a noi, ma anche per garantirne la totale sicurezza: le acque in bottiglia possono essere commercializzate solo dopo aver ottenuto il “via libera” del Ministero della Salute e dopo che l’Ente competente ha accertato l’idoneità degli impianti e del processo di imbottigliamento.

acquaACQUE: AD OGNUNO LA SUA

Le acque minerali si classificano in base al residuo fisso, ovvero alla quantità di minerali disciolti in 1 L d’acqua misurati dopo evaporazione a 180° ed espressi in milligrammi/litro.

  • minimamente mineralizzate (residuo fisso <50 mg/litro)
  • oligominerali (residuo fisso tra 50 e 500 mg/litro)
  • mediominerali (residuo fisso tra 500 e 1500 mg/litro)
  • ricche di sali minerali (residuo fisso >1500 mg/litro)

Esistono poi altre categorie, sempre previste dal decreto del 1992, legate alla concentrazione di specifici sali minerali:

  • contenente bicarbonato, se il bicarbonato è superiore a 600 mg/l;
  • solfata, se i solfati sono superiori a 200 mg/l;
  • clorurata, se il cloruro è superiore a 200 mg/l;
  • calcica, se il calcio è superiore a 150 mg/l;
  • magnesiaca, se il magnesio è superiore a 50 mg/l;
  • fluorata, se il fluoro è superiore a 1 mg/l;
  • ferruginosa, se il ferro bivalente è superiore a 1 mg/l;
  • acidula, se l’anidride carbonica libera è superiore a 250 mg/l;
  • sodica, se il sodio è superiore a 200 mg/l;
  • indicata per le diete povere di sodio, se il sodio è inferiore a 20 mg/l;

La scelta tra quelle proposte va fatta in base ai gusti e alle esigenze di ognuno di noi. Ad esempio, se facciamo molto sport– ma non necessariamente a livello agonistico- sono più indicate le acque ricche di calcio, sodio, magnesio e potassio, che aiutano a reintegrare i sali minerali persi durante l’attività sportiva.

Acque ricche di oligoelementi sono le più indicate per chi fa sport
Acque ricche di oligoelementi sono le più indicate per chi fa sport

Con una differenza: l’acqua ricca di calcio e magnesio agirà da tonico contro la stanchezza, mentre quella ricca di bicarbonato è più indicata per favorire l’eliminazione dell’acido lattico e per contrastare l’indolenzimento muscolare dopo lunghi sforzi. Un’acqua ricca di bicarbonato è la scelta giusta anche per chi soffre di disturbi digestivi: quest’ultimo, infatti, stimola la digestione e combatte l’acidità.

Al contrario, per chi soffre di pressione alta, sono più indicate le acque povere di sali minerali, diuretiche e perfette per eliminare sodio.

A chi soffre di calcoli solitamente vengono consigliate acque oligominerali o minimamente mineralizzate, per favorire l’eliminazione delle scorie.

 

 

 

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